Sentite questo odore di pandoro? La fine dell’anno si avvicina e con lei una serie di azioni e attività che, inevitabilmente, ci ricorderanno le vicende di beneficenza natalizia dell’anno scorso.
Quello che ci siamo chiesti, proprio in vista dei prossimi mesi e ancora “scottati” da quelli dell’anno scorso, è: a che punto siamo con gli influencer? Funzionano ancora? Qual è il sentiment?
Negli ultimi anni, l’influencer marketing è diventato uno degli strumenti più potenti nel panorama digitale. Ma tutto si muove e tutto si evolve, comprese le piattaforme digitali che – in questo momento – accolgono una crescente domanda di autenticità e sono lo scenario della creator economy.
L’influencer marketing, che nel 2023 ha raggiunto un valore globale stimato di oltre 30 miliardi di dollari, continua a giocare un ruolo cruciale nelle strategie digitali di molte aziende e si stima che entro il 2028 arriverà a superare i 50 miliardi. Ad oggi, l’Asia è in testa al mercato degli investimenti in questo settore con 19,5 miliardi, seguita dalle Americhe con 6,43 miliardi e dall’Europa con 4,25 miliardi di dollari (in Italia c’è un giro di affari stimato in 400 milioni di euro). Dati Onim.
Quindi, no, per rispondere subito alla nostra domanda, il “fenomeno” non ha intenzione di arrestarsi, bensì di cambiare.
Non si parla più solo di collaborazioni con “grandi celebrità”, perché i consumatori preferiscono le voci famigliari e più accessibili di micro e nano-influencer, che offrono connessioni più autentiche e personali. Questo cambiamento riflette una nuova era in cui l’attenzione si sposta dalla portata (la nostra dolce-amara reach) alla rilevanza e al coinvolgimento, in linea con la crescente richiesta di contenuti più genuini e raggiungibili.
“The power of influence has shifted from traditional gatekeepers to everyday individuals, who have mastered the art of audience captivation”. Mobbie Nazir, Global Chief Strategy Officer @ We Are Social – “The Future of Influence”, 2023.
Mentre alcune vedette del mondo digital temono un rallentamento dell’influencer marketing, le previsioni suggeriscono piuttosto un’evoluzione che rafforzerà e amplierà il ruolo degli influencer nei prossimi anni. Le aziende continueranno a investire, ma con strategie più mirate, puntando su content creator di nicchia che possano restituire risultati soddisfacenti e misurabili. Secondo noi, assisteremo a una maggiore diversificazione dei formati, con video lunghi che offriranno opportunità creative più ampie per campagne di storytelling coinvolgenti. Perché se da una parte la velocità di consumo dei contenuti ci spinge verso video brevi, dall’altra gli utenti – sempre più consapevoli e informati – chiedono un coinvolgimento più intimo e approfondito. Vogliono relazioni e quelle, cari noi, si costruiscono con sforzo e dedizione.
L’evoluzione tecnologica e il cambiamento delle piattaforme stanno trasformando il modo in cui gli influencer operano e monetizzano. Campi di combattimento come TikTok, Instagram e YouTube, stanno implementando sempre più strumenti per permettere ai creator di generare entrate senza dipendere esclusivamente dalle collaborazioni con i brand.
Con OnlyFans, invece, si è aperto il capitolo “democratizzazione”. Questa piattaforma, infatti, ha avuto un impatto significativo sulla creator economy: offrendo un nuovo modello di monetizzazione e consentendo ai creatori di contenuti di connettersi direttamente con i fan tramite abbonamenti a pagamento, ha democratizzato l’accesso al guadagno, ridefinendo, così, le opportunità per i creator digitali.
Il successo di OnlyFans è stato trainato principalmente dalla capacità di sfruttare il desiderio di intimità e connessione in un contesto digitale, facilitando un rapporto più diretto tra creator e follower. Ma non siate maliziosi: questo modello ha avuto una forte presa non solo nel settore dell’intrattenimento per adulti, ma anche in nicchie come fitness, musica e cucina, allargando il raggio d’azione di questa piattaforma ancora così controversa.
L’era degli influencer non è al capolinea, ma piuttosto sta attraversando una fase di trasformazione profonda. La domanda di autenticità, la diversificazione delle piattaforme e l’espansione della creator economy ci dicono che l’influencer marketing si adatterà ai cambiamenti del mercato, come qualsiasi specie. Le aziende dovranno però rivedere le loro strategie, concentrandosi su collaborazioni che non puntano solo alla visibilità, ma anche all’affinità valoriale e ai messaggi. Oggi più che mai la necessità di costruire una comunicazione di brand coerente, coinvolgente, consistente e credibile è la chiave per non restare fuori da un panorama sempre più competitivo, in cui l’evoluzione è necessaria per rimanere vivi e rilevanti nel mondo digitale.
Quindi, più che la fine di un’era, stiamo assistendo all’inizio di una nuova fase, in cui l’influencer marketing sarà ancora più versatile e – speriamo – di valore.