Su TikTok si fanno i balletti. Su TikTok ci sono solo adolescenti. Su TikTok non si vende.
No, nein, niente di più sbagliato. TikTok è molto più di questo. Sta cambiando il modo di fare branding ma anche quello in cui le persone cercano e consumano i contenuti.
Vediamo come e perché ci interessa.
La piattaforma cinese di video sharing, lanciata come musical.ly nel 2016, la conosciamo più o meno tutti: per alcuni resta bonariamente l’app “dei balletti” e per altri un canale con una potenzialità tutta da esplorare. Ma una cosa trascende i nostri giudizi: TikTok, oggi, è molto più di una piattaforma di intrattenimento. È uno strumento di marketing che sta creando una società “video-centrica” e sta cambiando il modo in cui le persone si muovono nel web.
Oggi, la natura di TikTok è profondamente diversa. Con i suoi canoni di brevità e immediatezza, è un’app che incoraggia l’autenticità, il coinvolgimento e la creatività. Questa realtà sta portando a una nuova forma di branding, dove alle aziende sono richiesti trasparenza e ascolto, mentre agli utenti un alto grado di criticità per evitare di cadere in narrazioni distopiche e ingannevoli.
Anche se TikTok non sembrerebbe il luogo perfetto dove cercare informazioni, locali, libri da leggere, vestiti o ristoranti, è lo strumento di ricerca preferito per il 40% degli utenti che utilizza la piattaforma (con il 64% della Generazione Z e il 49% dei Millennial).
“Le nostre indagini rivelano che, qualcosa come quasi il 40% dei giovani, quando cercano un posto per il pranzo, non vanno su Google Maps o Search, ma vanno su TikTok o Instagram” – Prabhakar Raghavan, vicepresidente senior di Google
Una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che le nuove generazioni siano molto “visive” e tendano a preferire risultati in forma di intrattenimento immersivo invece di doversi fermare a leggere. E qui torna a salutarci la nostra cara soglia di attenzione sempre più sottile, sempre più delicata.
Ma la natura interattiva di TikTok è un altro dei motivi che hanno trasformato questo canale in un motore di ricerca a tutti gli effetti. Gli utenti non trovano solo informazioni, ma possono discutere, condividere e interagire con gli altri utenti sotto i contenuti di interesse comune, coltivando il senso di appartenenza.
Così come il vecchio Google, con il suo verbo googlare, ha lasciato la sua profonda impronta anche nel vocabolario italiano, non dobbiamo stupirci se i social siano diventati così pervasivi da cambiare il comportamento di ricerca delle persone. L’evoluzione è una condizione che attraversa trasversalmente sociologia e tecnologia.
E parlando di Google, non è un segreto il fatto che il colosso tech stia affrontando un calo della fiducia da parte delle persone che, frustrate, si trovano a dover scavare a fondo prima di trovare informazioni che non siano spam o fake news.
Gli utenti, infatti, lamentano che i risultati delle ricerche siano sempre più dominati da annunci pubblicitari, SEO aggressivo e “knowledge panels” di dubbia qualità. Questo ha portato molti a cercare alternative come TikTok e Reddit, dove le informazioni risultano spesso più genuine e utili, soprattutto perché a raccontarcele sono persone come noi.
Dal canto suo, Google sta cercando di rispondere a queste critiche integrando più funzionalità di intelligenza artificiale e nuovi filtri di ricerca per migliorare l’esperienza utente e la qualità dei risultati. Reggerà questa dinamica competizione all’ultima ricerca?
Di sicuro non sono né gli argomenti né i contenuti a mancare su TikTok. Su questo social si trova davvero di tutto, dalla cucina alla musica, dal fai-da-te alla moda, dalle scienze alle notizie di attualità: provate a pensare a un argomento e poi cercatelo su TikTok.
Scommettiamo che avete trovato delle informazioni (se non propriamente utili) quantomeno molto interessanti sull’argomento.
La versatilità rende questa piattaforma una destinazione fantastica per gli utenti in cerca di informazioni. Le tipologie di video preferite dagli utenti? I video tutorial.
Uno studio di Her Campus ha infatti sottolineato come questo genere di video sia la scelta principale per il 62% degli utenti TikTok, con il 39% che preferisce le video recensioni e il 38% gli aneddoti personali.
Questo non dimostra forse che le persone sono più inclini ad ascoltare e a fidarsi degli altri? E che la riprova sociale non è morta?
Questi cambiamenti nella ricerca e nel consumo delle informazioni non possono essere messi da parte. Le aziende e i nostri preziosi marketer devono tenerne conto e cominciare a maneggiare TikTok come un vero e proprio vettore d’acquisto da parte di un target destinato a crescere sempre di più.
Se TikTok è il nuovo Google – o quantomeno un degno concorrente – come possiamo rispondere a questa tendenza?