“Ci metto un attimo, lo faccio con ChatGPT”. Diteci la verità, quante volte avete sentito questa frase negli ultimi due anni? Forse fin troppe. Ma è davvero così semplice ottenere delle risposte che migliorano e potenziano il nostro lavoro in modo qualitativo? Non basta formulare una domanda e ottenere magicamente una risposta. Forse, questa illusione di semplicità nasconde una straordinaria complessità.
Da quando ChatGPT è entrato nelle nostre vite, la figura del Prompt Designer ha cominciato a farsi spazio tra le posizioni aperte e ricercate negli ambiti più disparati.
Il prompt è la richiesta di informazioni che facciamo al programma di intelligenza artificiale, una stringa di testo che forma una domanda: tanto sarà generica, quanto la risposta che otterremo sarà imprecisa.
Il Prompt Designer ci viene in aiuto con le giuste conoscenze tecnologiche che servono per interagire al meglio con il programma, e con quelle sul linguaggio umano che consentono di convertire le risposte in risultati human friendly. È una figura professionale eterogenea, con una duplice vocazione, che si muove tra l’ambito tecnico-informatico e quello umanistico.
Ma abbiamo bisogno di diventare tutti dei Prompt Designer per riuscire a ottenere delle risposte di qualità da ChatGPT e company? Ovviamente no.
I programmi di intelligenza artificiale non sono paragonabili all’intelligenza umana, nel senso che sono progettati per calcolare le probabilità che qualcosa sia effettivamente giusto, ma non hanno la capacità di creare un pensiero critico, creativo, immaginativo ed emotivo – e meno male.
Le IA basate su modelli linguistici sono straordinariamente potenti nel riconoscere schemi, elaborare grandi quantità di dati e fare previsioni probabilistiche. Ma queste capacità non sono il riflesso di una comprensione cosciente, di autoconsapevolezza. In altre parole, l’IA è sì “intelligente”, ma in un senso specifico e limitato. Eccelle nei compiti in cui l’elaborazione dei dati è la chiave, ma non ha intuizione.
Per dialogare con delle macchine abbiamo bisogno di creare un codice condiviso, che abbia un aspetto umano ma che contenga all’interno delle istruzioni chiare per permettere l’elaborazione corretta e soddisfacente della risposta. Ed è qui che arrivano le nostre regole.
Siete a un aperitivo tra amici, nel giardino estivo di un birrificio. Alla cerchia si aggiungono persone nuove, i soliti “amici di amici”. Tra una conoscenza e l’altra, una domanda e un sorso, chiedete a quel ragazzo dall’accento esotico “E tu, dove sei nato?”, ecco, immaginate che questa persona vi risponda “In ospedale”, come giudichereste la risposta? Non possiamo certamente dire che sia sbagliata o imprecisa. Le probabilità che sia nato in ospedale sono alte. Ma c’è qualcosa che non convince, un’inquietante inflessione umana viene a mancare. Forse, se la nostra domanda fosse stata costruita in modo diverso (“Il tuo accento sembra diverso da quello delle persone del posto. Posso chiederti da quale Paese provieni?”) la risposta non ci avrebbe lasciati in questo impasse che mina la nostra conoscenza.
Ecco, costruire un buon prompt funziona proprio così: più la nostra domanda sarà completa e precisa, più la risposta permetterà di costruire una conversazione costruttiva e stimolante.
Un prompt deve fornire tutte le informazioni per permettere alla macchina di pensare come un umano. Più informazioni gli daremo, più specifici saremo, più la macchina ci restituirà un risultato degno di essere considerato simile a un pensiero umano – ed empatico.
La cosa meravigliosa di ChatGPT e affini è che possiamo sperimentare all’infinito e sfidarci a trovare la formula perfetta per i nostri prompt.
Di seguito, una spinta per iniziare a strutturare in modo completo un prompt: non spaventatevi, potete partire da qui per creare i vostri prompt e fare copia-incolla di volta in volta, senza ricominciare daccapo.
1. Fate immedesimare la macchina in una personalità/professionalità ben definita. Fatele interpretare un ruolo, questo ci servirà per creare un contesto. D’altronde anche noi non vogliamo che qualcuno piombi sopra la nostra scrivania chiedendoci di progettare uno shuttle (se non siamo degli ingegneri).
2. Esprimete chiaramente l’azione che dovrà compiere il nostro personaggio: “scrivi”, “immagina”, “crea”, “spiega”, “elenca”. Insomma, non deve avere dubbi sul tipo di output che dovrà restituirci. Se chiediamo “Puoi scrivere un testo di 10 righe su [argomento]” rispetto a “Scrivi un testo di 10 righe su [argomento]”, rischiamo che la sua risposta sia “Sì”, e il nostro aperitivo andrebbe come vi abbiamo raccontato prima.
3. Aggiungete dei dettagli che completano la vostra richiesta: quante parole dovrà utilizzare, in che formato, in che lingua, con quale tono di voce o stile di scrittura, il target audience da tenere in considerazione. Delimitiamo i nostri input con l’utilizzo delle virgolette.
4. Date degli esempi. Se avete in mente una best practice o qualcosa che avete trovato e che vi è particolarmente piaciuto, fornitelo come esempio. Allo stesso modo, se c’è qualcosa che non volete, fatelo presente. Non si irriterà.
Possiamo essere molto specifici, ma attenzione a non creare complessità che potrebbero annacquare il nostro prompt o a creare giri di parole superflui. Sperimentate con la struttura che trovate più adeguata allo stile di risposta che ricevete e salvate i vostri prompt più efficaci.
Infine, non dimenticatevi di dare dei feedback. Incoraggiate le risposte che vi soddisfano e spiegate il perché di quelle che non l’hanno fatto: in questo modo permetterete all’IA di migliorare i risultati futuri.
1. Durante i nostri utilizzi, abbiamo notato che l’intelligenza artificiale restituisce risultati più completi e creativi se le viene chiesto di interpretare un compito, non solo di eseguirlo.
2. Google penalizzerà sempre di più i contenuti 100% generati con l’IA: servitevi di questo prezioso strumento con criterio, non copiate e incollate direttamente un contenuto generato dall’intelligenza artificiale, ma utilizzate questa tela per progettare dei messaggi personalizzati e unici.
3. Non accontentatevi di una risposta: chiedete di esplorare le alternative o fatevi dare dei punti di vista differenti, soprattutto se utilizzate ChatGPT per fare brainstorming… sarà una miniera d’oro!